Napolitano: "Legislatura perduta, grave non aver riformato la legge elettorale"

“La soluzione del governo tecnico fu "fuori dell'ordinario ma non senza precedenti. D'altronde non è forse bastato il ritiro della fiducia di una componente essenziale della maggioranza per segnare la fine del governo presieduto dal senatore Monti?". E’ quanto affermato dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitan, nel corso del suo discorso alle alte cariche del Paese tenutosi oggi al Quirinale. Leggi Monti ai giovani: "Bisogna immaginare un futuro migliore e renderlo possibile"
17 DIC 12
Ultimo aggiornamento: 15:52 | 16 AGO 20
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“La soluzione del governo tecnico fu "fuori dell'ordinario ma non senza precedenti. D'altronde non è forse bastato il ritiro della fiducia di una componente essenziale della maggioranza per segnare la fine del governo presieduto dal senatore Monti?". E’ quanto affermato dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitan, nel corso del suo discorso alle alte cariche del Paese tenutosi oggi al Quirinale. "Questa conclusione non piena, questa interdizione in extremis dell'esperienza iniziata tredici mesi or sono – ha aggiunto Napolitano - non può tuttavia oscurarne la fecondità, al di là del rammarico e della preoccupazione che il suo brusco esito finale ha suscitato anche in chi vi parla in quanto Capo dello Stato".

I giudizi sui risultati ottenuti in un campo o nell'altro possono "legittimamente divergere - ha poi precisato il Capo dello Stato – e può darsi che si facciano ancor più divergenti, magari nell'imputazione delle rispettive colpe tra le forze politiche nel fuoco della battaglia elettorale. E'eccessivo mettere in guardia, come in questo momento faccio – ha ammonito Napolitano - perchè in quel fuoco polemico non si bruci il recupero di fiducia nell'Italia che si e' manifestato negli ultimi tempi in Europa, nella Comunità internazionale e negli stessi, pur poco trasparenti, mercati finanziari?". D'altra parte, ha poi precisato, "nessuno dei soggetti politici che hanno fino a ieri fatto vivere e operare questo Governo, dovrebbe avere interesse ad annullare il contributo dato anche a prezzo di limiti, sacrifici e rischi responsabilmente accettati".

Parole amare il Capo dello Stato le ha riservate per il tempo perso in questa legislatura “perduta” che avrebbe dovuto portare “alle più che mature riforme della seconda parte della Costituzione”. Il Capo dello Stato, durante la cerimonia di auguri alle alte cariche al Quirinale, ha sottolineato come "anche modeste modifiche mirate, frutto di un'intesa minima, siano naufragate". La mancata riforma della legge elettorale da parte delle forze politiche è stato per Napolitano "un fatto imperdonabilmente grave". A fronte di un "forte, motivato, tenace richiamo da parte di tante voci della società civile e del mondo del diritto più forte è stato il sopravvivere delle peggiori logiche conflittuali da parte delle forze politiche. Diffidenza reciproca, ambiguità di posizioni continuamente mutevoli, tatticismo esasperato: nessuno potrà fare a meno di darne conto ai cittadini elettori e la politica nel suo insieme rischia di pagare il prezzo pesante per questa sordità".
Quello dei prossimi cinque anni è per il Capo dello Stato “un tempo congruo per intraprendere cambiamentinti e riforme di cui ha bisogno innegabile il nostro Paese”. “Guai se di tutto ciò che questo significa non maturasse una consapevolezza più diffusa di quanto non sia accaduto finora". Le imminenti elezioni dovrebbero essere per Napolitano l’occasione per perseguire indirizzi e programmi di sufficiente respiro e gradualità in campo politico e istituzionale e in campo economico e sociale".
"Stiamo passando un guado molto faticoso per portare l'Italia fuori da un pantano di un soffocante indebitamento pubblico – ha poi concluso Napolitano - per giungere a porre lo sviluppo del Paese su fondamenta più solide" e "più equilibrate per guadagnare dinamismo e coesione". Nel perseguire questo obiettivo “non sempre si calcolano nello scrivere i numeri” "la fatica a cui sono sottoposte le nostre strutture pubbliche e le fasce più deboli della popolazione”. Questa fatica, ha infine sottolineato Napolitano, “la dobbiamo sentire come nostra, ed è una condivisone che è importante si esprima da parte di tutti noi che abbiamo la responsabilità di guidare le istituzioni".